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Le
maschere rivestono un ruolo molto importante nella cultura calabrese.
Spesso vengono usate come elemento decorativo: sui portali in tufo delle
abitazioni, sui portoni principali a fare da battente e sulle fontanelle
d’acqua sorgente. Specialmente quelle con le corna lunghe, la bocca
aperta e la lingua di fuori nella tradizione popolare sono efficacissimi
amuleti contro gli invidiosi. L’intensa espressività di questo
“falso-volto” ha una funzione apotropaica: ciò significa che l’aspetto
orripilante della maschera è in grado di spaventare gli spiriti
del male e di provocarne la fuga.
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Il nasocchio è una maschera
dall’aspetto strano, con un lungo naso e occhi grandi, realizzata
unicamente in terracotta che viene spesso usata come elemento
scaramantico e propiziatorio all’interno della casa.
Il naso
allungato e gli occhi enormi ci riportano all’elfo domestico delle
leggende nordiche, trasformato dai Calabresi nell’ “Augurello”,”Monachellu”
e “Nasu e occhiu” . E’ audace, indiscreto, capriccioso, scherzoso, ma
anche amoroso, specialmente con i buoni e i poveri, alla invocazione dei
quali si muove portando fortuna e ricchezza.
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